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mercoledì, maggio 12, 2004 L'ospedale che cura la pace BlogTrotter, mercoledì, 12 maggio 2004 Tra i tanti luoghi di Gerusalemme dove il confronto tra israeliani e palestinesi è quotidiano e dove, tuttavia, ci si esercita alla pace e alla convivenza, i due ospedali di Hadassah - quelli tra il Monte Scopus e Ein Kerem - sono i più cruciali e i meno celebrati. Eppure lì medici e infermieri, che siano ebrei, musulmani o cristiani, lavorano gomito a gomito per curare le vittime del terrorismo e costruire un ponte verso la pacificazione ed il rispetto reciproco, pur tra mille difficoltà oggettive. Tutti i giorni viene raccolta questa sfida. Tutti i giorni si formano équipes mediche per operare, curare e confortare i pazienti: che siano essi i sopravvissuti di attentati kamikaze o di raids israeliani. Intendiamoci: non è che tutto ciò si svolga senza tensioni.E' successo, per esempio, che delle famiglie palestinesi, in visita dai loro congiunti ospedalizzati, abbiano applaudito all'arrivo di ambulanze che trasportavano i feriti dell'esplosione di un autobus. Così come ci sono stati numerosi casi di famiglie ebree che hanno rimproverato ai medici dell'Hadassah di curare i palestinesi...sono situazioni in un certo senso di fisiologica diffidenza. Ma sono episodi isolati. Il 30 per cento dei dipendenti degli ospedali Hadassah ha perso un familiare a causa degli attentati. Ma i sentimenti sono accantonati in sala chirurgica, perchè xome un giorno mi confidò un medico, "anche se non sai mai chi ti ritroverai sotto i ferri - un amico, un parente, un terrorista? - il nostro dovere è uno solo, curare". La dottoressa Raquel Picard, una ebrea francese che una decina di anni fa aveva fatto la sua "Alyah", il suo ritorno alla Terra Promessa, due anni fa ha perso suo figlio, ucciso davanti alla scuola da un terrorista. Lei è una ginecologa: una che per professione dà la vita. Quando si trova davanti una madre araba incinta, talvolta è stata sfiorata da un mostruoso pensiero: e se la aiutassi a mettere al mondo un figlio che poi diventerà terrorista? Si è ribellata a questo pensiero, che pure l'aveva tormentata e le aveva lasciato un dubbio terribile, spaventoso: perchè è curando tutti allo stesso modo e con lo stesso amore che si dimostra come si possa stare assieme e rispettarsi: "e come si possa sconfiggere l'odio". Tuttavia, i due ospedali considerati in fondo come una sorta di territorio neutrale, sono stati costretti ad assumere anche loro, come tante altre istituzioni, le loro precauzioni, dotandosi di sistemi di sicurezza. E le ambula nze sono perquisite minuziosamente ogni volta che entrano, perchè la paura che siano imbottite di esplosivi è diventata ormai quasi una paranoia. A Gerusalemme, infatti, la paura è qualcosa di palpabile, e le più recenti inchieste hanno dimostrato che i traumi psicologici sono tre volte superiori a quelli provocati da incidenti stradali. la psicosi dell'attentato è diventata una malattia sociale. E sta provocando grossi problemi a livello di prevenzione: a Gerusalemme, infatti, strappare un appuntamento a psichiatri e psicologi è un'impresa. Per ottenere un appuntamento bisogna aspettare sino ad un anno. Leonardo Coen |
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