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un simbolo
una speranza
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lunedì, agosto 09, 2004
Arabs for Israel
Who are we?

We are Arabs and Moslems who believe…
We can support the State of Israel and the Jewish religion and still treasure our Arab and Islamic culture.
There are many Jews and Israelis who freely express compassion and support for the Palestinians. It is time that we Arabs express reciprocal compassion and support.
The existence of the State of Israel is a fact that should be accepted by the Arab world.
Israel is a legitimate state that is not a threat but an asset in the Middle East.
Every major World religion has a center of gravity. Islam has Mecca, and Judaism certainly deserves its presence in Israel and Jerusalem.
Diversity should not be a virtue only in the USA, but should be encouraged around the world. We support a diverse Middle East with protection for human rights, respect and equality under the law to all minorities including Jews and Christians.
Palestinians have several options but are deprived from exercising them because of their leadership, the Arab League and surrounding Arab and Moslem countries who do not want to see Palestinians live in harmony with Israel.
If Palestinians want democracy they can start practicing it now.
We stand firmly against suicide/homicide terrorism as a form of Jihad.
We are appalled by the horrific act of terror against the USA on 9/11/2001.
Arab media should end the incitement and misinformation that result in Arab street rage and violence.
We are eager to see major reformation in how Islam is taught and channeled to bring out the best in Moslems and contribute to the uplifting of the human spirit and advancement of civilization.
We believe in freedom to choose or change one’s Religion.
We cherish and acknowledge the beauty and contributions of the Middle East culture, but recognize that the Arab/Moslem world is in desperate need of constructive self-criticism and reform.

We are NOT:
Anti-Islam, Anti-Arab, confrontational or hateful.

We remember with deep sadness and respect the brave Arabs, known and unknown, who were killed or severely punished for promoting peace with Israel; a special thanks to President Anwar Sadat of Egypt who was killed at the hands of Militant and Radical Islamists after he signed the peace treaty with Israel.

www.arabsforisrael.com/pages/1/index.htm
postato da suburbia | 21:18 | commenti (1)

Il (falso) Stato di Gerusalemme

Signor Ministro,

sul sito ufficiale del Ministero degli italiani nel mondo, risulta esservi una città divenuta Stato. Essa si chiama Gerusalemme. Nessuno sapeva che questa città era divenuta uno Stato. Sappiamo dal sito che vi abitano 1690 italiani. Come si chiamano? Italo-gerosolimitani?

Lei, Signor Ministro per gli italiani nel mondo, e' riuscito ad inventare un nuovo Stato, una nuova nazione, pur di poter giustificare la notizia che ci da, sempre sul sito ufficiale del Ministero, alcune righe piu' sotto, dove alla voce Israele corrisponde capitale Tel Aviv.
Intendiamo precisarle, Signor Ministro, che lo status di Gerusalemme, quale Capitale dello Stato di Israele, e' stato reiterato da tutti i Governi israeliani a partire dal primo, nel 1948, e gia' nel 1949 Ben Gurion, quale Primo Ministro, si adopero' per reinsediare il Governo a Gerusalemme dove ha sede il Parlamento (Knesset) e dove hanno sede i ministeri, persino un paio di ambasciate di Paesi piu' coraggiosi del nostro e incuranti del ricatto e delle minacce arabe.
Ci appare francamente soprendente che si prendano in giro gli italiani, non solo nel mondo, soprattutto quelli che vivono a Gerusalemme e che sono convinti di essere israeliani oltre che italiani, inventando uno Stato che non c'e' dove vivono!
Dire che Gerusalemme e' uno Stato, con capitale Gerusalemme, e' una bugia, scriverlo su un sito ministeriale del Governo e' ancora peggio.
Per sua informazione, Signor Ministro, la informiamo che Tel Aviv non e' mai stata Capitale di Israele. Ci sembra che il suo tentativo di imitare la politica degli antichi romani che all'epoca hanno voluto cancellare Gerusalemme chiamandola Aelia Capitolina sia ridicolo e anti-storico. Vorremo anche ricordarle, Signor Ministro, che nel nuovo Stato Gerusalemme, dove si arriva per una strada in salita, ai cui lati si possono vedere i resti dei carriarmati lasciati la' a ricordo delle battaglie combattute da Israele per potersi difendere dai paesi arabi confinanti, che hanno cercato di occuparla ripetutamente negli ultimi 50 anni, vi è la sede di tutti i Ministeri israeliani.

Deborah Fait Iscritta al Prt

Sergio Rovasio Segretario Generale Deputati Radicali al Parlamento Europeo

inviato a Blog Trotter, Commenti il 09.08.2004 15:42:03

Radicali.it
postato da suburbia | 16:52 | commenti (1)


domenica, agosto 08, 2004
Pace, pece, ulivi e coloni

Scrive Sentinella sulle mura, in Spazioforum.net, Medio Oriente

e certo che c'è una tensione interna!
a voi da' fastidio il transfer di un olivo
ma non vi da' fastidio il transfer di migliaia di israeliani piu' la distruzione di anni e anni di fatiche......
senza contare la perdita di lavoro per quei palestinesi che ancora lavorano in imprese israeliane nei territori.


Chi sono i coloni in Israele e nei Territori ? Quanti sono ? Da dove vengono ? Dove andranno, se andranno ?

Il tutto in Blog Trotter Monitor, estrapolato da Blog Trotter, Segnali di ... pece, di Leonardo Coen.

postato da suburbia | 14:20 | commenti



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