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sabato, marzo 27, 2004 Oswiecim, che il primo maggio diventera' Unione Europea e che porta su di se' il fardello di questa infamia dell'umanita'. A due passi dalle case, dalle fabbriche, dalle scuole, dalle chiese di Oswiecim c'e' la residenza della morte giovedì, marzo 25, 2004 Orthodox Jews responding to the assassination of Sheikh Yassin A message delivered by Rabbi Yisroel Dovid Weiss at the memorial service in commemoration of Sheikh Yassin, held in New York City, hosted by the Arab Muslim American Federation. The Jewish people throughout the world, who are true to their religion, have been thrown into turmoil and are deeply incensed at the recent colossal happening, the tragedy that has taken place. We mourn together with our Palestinian cousins, the murder of Sheikh Ahmad Yassin. As we gather our thoughts and attempt to again stand up to the evils of Zionism and the State of "Israel", we remind ourselves of one of the exceptional attributes of Sheikh Ahmad Yassin. He constantly drew a clear distinction between true Judaism and Zionism and between the practitioners of Judaism and Zionist perpetrators. The followers of Judaism were never considered by the Sheik to be an obstacle to true peace. We declare that: Zionism and Judaism are diametric opposites and totally incompatible. Judaism is a G-dliness a religion of compation without any aspiration for a land or nationalistic entity. Zionism is the transformation of the above said religion into a G-dless political nationalistic entity with a land based goal. Zionism and the State of "Israel" have no right to represent Judaism and/or the Jewish people. Zionism and the State of Israel have no right to speak in the name of the Jewish people. The name "Israel" in reference to Zionism and their State is false, it has been usurped from the Jewish people. True Jewry is deeply anguished by the existence of Zionism and the State of "Israel" and are constantly pained and humiliated by their actions. Jews are required by G-d and the laws of His Torah to by loyal citizens in every country in which they reside. In the United States to the American government, in Iran to the Iranian government, Germany to the Germans, Tunisia, Yemen, Morocco and so on, to their respective rulerships. As such the Jewish people are required and want to reside as loyal citizens in the Holy Land under total Palestinian sovereignty. The Jewish people have been co-existing and living harmonisly in peace and tranquility for centuries together with their Muslim/Arab brethren in Palestine and throughout the Muslim countries. Zionism, which was created around 100 years ago by non-religious Jews, in fact by Jews who detested the Jewish religion, was the sole cause for the rift, mistrust and animosity created between Muslims and Jews. Zionism is the root cause for the bloodshed and suffering to Muslim and Jew in the Middle East close to a century, may G-d have mercy. May the dream of Shaikh Yassin not be late to rest, rather may G-d help that it come to fruition speedily and peacefully, painlessly without any further bloodshed. Arab and Jew living side by side under Palestinian rule over the entire Holy Land. We pray that tragedies should never again occur and offer our deeply felt condolences to our Palestinian brethren. We pray to G-d for the speedy and peaceful dismantlement of the State of "Israel" - it's transformation into a Palestinian sovereignty and ultimately we pray for the revelation of G-d's glory over the entire universe, at which time all humanity will recognize the One G-d and serve Him in joyous harmony. Amen. Neturei Karta mercoledì, marzo 24, 2004 The Politics of Anti-Semitism edited by Alexander Cockburn and Jeffrey St. Clair, explores how the charge of "anti-semitism" is used to silence any criticism of the actions of the state of Israel. It features essays by Edward Said, Robert Fisk, Uri Avnery, Norman Finkelstein, Michael Neumann, Alexander Cockburn, Jeffrey St. Clair and many others. Available to CounterPunchers for $11.50, including shipping and handling. CounterPunch martedì, marzo 23, 2004 E' uscito La storia dell'altro Un manuale di storia per le scuole con due narrazioni storiche, "due verità " che corrono parallele nella stessa pagina. In mezzo uno spazio bianco... L'impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi... Ed. Una città , 144 pagine, 12 euro Parte del ricavato sarà devoluto al progetto Prime "Sharing History Booklet" Una Città lunedì, marzo 22, 2004 In loving memory L'ULTIMA POESIA DI RACHEL Questo è un momento perfetto/è un momento perfetto per molte ragioni/ma soprattutto perché tu ed io/ ci stiamo svegliando dalla nostra complicità sommambula, tonta, ciucciadito con i maestri dell'illusione e della distruzione. Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni dolorose,/ ci stiamo svegliando. Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi insegnamenti,/ci stiamo svegliando. Le loro guerre e torture,/ i loro diavoli e confini estinzioni di specie/e malattie nuove di zecca il loro spiare e mentire/ in nome del padre, sterilizzando semi/ e brevettando l'acqua, rubando i nostri sogni e/ cambiando i nostri nomi,/i loro brillanti spot pubblicitari,/ le loro continue prove generali/ per la fine del mondo. Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni dolorose,/ ci stiamo svegliando Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi insegnamenti,/ ci stiamo svegliando. Le loro dolorose benedizioni/ stanno squarciando/ quell'allucinazione di massa amara e raggrinzita/ erroneamente chiamata realtà . Cominciano ad arrivare a valanga/ notizie sull'autentica casa dell'anima,/ infiltrandosi nei nostri sogni ad occhi aperti/ sempre più lucidi. L'eternità selvaggia matura e succosa/ ci inonda I nostri alleati/ dall'altra parte del velo ci raggiungono a sciame. Ci stiamo svegliando E come il cielo e la terra si incontrano,/ come il sogno e la veglia si mescolano,/come il paradiso e gli inferi si intersecano,/ notiamo il fatto esilarante e scioccante/ che tocca a noi decidere -tocca a noi decidere, a me e a te- come costruire un mondo nuovo di zecca. Non in qualche lontano futuro o luogo distante ma proprio qui ed ora Siamo sull'orlo di un precipizio,/ danziamo proprio sul bordo,/ e non possiamo permettere a questi folli che governano un mondo morente di portare avanti i loro sortilegi. Dobbiamo insorgere e combattere la loro logica malata;/ sfidare, resistere e fermare la loro tragica magia;/ scatenare la nostra ira sacrosanta e fargliela sentire Ma per aver la meglio sui morti viventi non è sufficiente./ Protestare contro i mostri in doppiopetto non è sufficiente/ Non possiamo permetterci di esser consumati dall'ira-/ non possiamo essere ossessionati e posseduti da lamenti. I dolci nostri corpi animali/ hanno bisogno di felicità turbolente./ La nostra stupefacente immaginazione/ ha bisogno di nutrirsi con compiti/che stimolino il nostro diletto. Abbiamo bisogno di verità allo stato selvaggio, una bellezza insurrezionale/ che ecciti la nostra curiosità ,/ una bontà oltraggiosa/ che ci porti a compiere/ atti eroici di appassionata compassione,/ un amore ingegnoso/ che ci trasformi senza tregua,/ una libertà astuta/ che non sia mai permanente/ ma da afferrare e reinventare ogni giorno,/ e di una giustizia-totalmente-seria- ma-sempre-ridente/ che progetti e sogni come diminuire la sofferenza/e accrescere la gioia/ di essere senziente. Così sono radicalmente curiosa, compagni miei creatori;/ sul serio in delirio:/ visto che tocca a noi/ costruire un Mondo Nuovo di zecca, da dove cominciamo? Quali verità allo stato selvaggio/ pensiamo di piantare al cuore/ della nostra creazione: quali storie saranno i nostri pro-memoria? Quali domande ci alimenteranno? Eccotene una:/ nel Mondo Nuovo/ saprai con tutto te stesso/ che la vita è pazzamente innamorata di te-/ la vita è selvaggiamente e innocentemente innamorata di te. Nel Nuovo Mondo/ saprai al di là di ogni dubbio che migliaia di alleati nascosti/ stanno dandosi da fare per farti diventare/ quella bellissima curiosa creatura/ cui sei destinato per nascita. Ma poi arriva la domanda fatale:/ l'amore con cui la vita eternamente ti inonda/ non è stato corrisposto al suo meglio,/ ma c'è ancora modo per mostrarsi più espansivi,/ se la vita è selvaggiamente e innocentemente innamorata di te, sei pronto a cominciare ad amare la vita così come essa ti ama? Nel Nuovo Mondo, lo farai. Nel Nuovo Mondo,/ rigetterai la paranoia con tutta l'intelligenza del tuo cuore./ E abbraccerai la Pronoia, che è l'opposto della paranoia./ Pronoia è il vago sospetto/ che tutto il mondo vivente/ sta cospirando per inondarti di felicità turbolente. Pronoia è la percezione emergente/ che la vita è una cospirazione/ per liberarti dall'ignoranza, e riempirti d'amore,/ e farti spirito risplendente. Compagni miei creatori,/ voglio che sappiate che sono allergica ai dogmi./ non ho fiducia in alcuna idea/ che richieda fede assoluta./ Ci sono molte poche cose/ di cui sono del tutto certa. Ma sono assolutamente sicura/ che la Pronoia descrive il mondo così com'è./ La Pronoia è più umida dell'acqua/ più vera dei fatti/ è più forte della morte./ Odora del fumo di cedro nella pioggia primaverile,/ e se ora chiudi gli occhi,/ ne percepirai il tremulo scintillare/nel tuo morbido caldo corpo animale/come un'aurora boreale. La roba dolce che appaga le tue voglie/ non è chissà dove in qualche altro spazio e tempo. E' proprio qui ed ora La Terra è ricolma di paradiso. RACHEL CORRIE - 2003 http://www.rachelcorrie.org inviato il 22.03.2004 15:07:45 a BlogTrotter In loving memory Un anno fa, il 15 marzo del 2003, un bulldozer dell'esercito di occupazione israeliano uccideva Rachel Corrie, una giovane pacifista di soli 23 anni, mentre difendeva, con il proprio corpo e le sue idee, il diritto dei cittadini palestinesi ad avere un?abitazione ed una terra. Abbiamo voluto ricordare Rachel nel post precedente pubblicando la sua ultima poesia. Domenica 16 Marzo 2003, ore 16,30, Rafah, Palestina Occupata. Rachel Corrie, cittadina americana di 23 anni, di Olympia WA, viene uccisa da un bulldozer di produzione statunitense in dotazione all'esercito Israeliano di occupazione, che la investe in pieno e la schiaccia sotto il peso delle sue 9 tonnellate, provocandone la morte. Al momento dell'omicidio Rachel Corrie indossava un giubbotto arancione con barre fosforescenti. Da oltre un'ora continuava ad avvertire il conducente del mezzo militare - per mezzo di un megafono - della sua presenza, e di essere fermamente intenzionata a non permettergli di demolire l'abitazione della famiglia di un medico Palestinese, peraltro estraneo alla legittima - secondo il diritto internazionale - lotta armata di liberazione del suo Popolo. Questi sono i fatti, incontestabili perchè documentati. Il comportamento di Rachel Corrie non era contrario alle leggi internazionali, non era un comportamento irresponsabile perchè il soldato alla guida del Caterepillar D9 sapeva benissimo, come i suoi superiori che gli hanno ordinato di procedere, di avere di fronte una persona disarmata che, utilizzando esclusivamente metodologie non-violente di protesta, si opponeva ad una pratica ingiusta ed illegale di punizione collettiva, portata avanti come regola dall'esercito di occupazione Israeliano. Questa è, e non può oggettivamente essere altro, la cronaca di un omicidio. A questa - purtroppo - se ne potrebbero aggiungere altre, e non mancheremo di ricordarle, ma oggi è il giorno in cui Rachel Corrie è stata uccisa. Non vogliamo celebrare niente, non c'è niente da celebrare: solo ricordare un comportamento, tenuto liberamente da una persona consapevole ed intelligente. E soprattutto le ragioni, che lo hanno motivato e che continuano a motivare attivisti e volontari da tutto il mondo che danno supporto alle pratiche di interposizione civile, quelle devono essere ribadite: il rifiuto della violenza in ogni sua forma e dell'ingiustizia che tanto è più evidente, tanto è più paradossalmente tollerata dalla cosidetta "comunità internazionale", fino all'assurdo dell'indifferenza dello stesso paese della vittima di quest'omicidio. Un paese che non tollera mai alcuna ingerenza nei confronti dei suoi interessi in tutto il mondo. Ci sembra giusto, infine, che la Famiglia di Rachel Corrie, composta da cittadini americani, che sta lottando da un anno contro pratiche d'insabbiamento e la condiscendenza complice del loro paese verso il governo Israeliano possa ricevere la solidarietà e le libere opinioni di chi non vuole rimanere indifferente: rachelsmessage@the-corries.com Servizio Civile Internazionale Italia inviato il 22.03.2004 15:10:18 a BlogTrotter Palestina (...) Alla commissione Peel, 1937, il leader arabo locale afferma perentoriamente: "Non esiste nessun paese che si chiami Palestina. 'Palestina' è un termine che si sono inventati i sionisti (...) Il nostro paese per secoli è stato parte della Siria. 'Palestina' ci è aliena. Sono stati i sionisti che l'hanno introdotta." Nove anni più tardi, nel 1946, il Professor Philip Hitti, storico arabo, dichiara alla commissione di indagini Anglo-Americana: "Non esiste nessuna Palestina nella storia, assolutamente no". Passano altri dieci anni e arriviamo al 1956. Ahmed Shukairy, futuro fondatore dell'OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina, di fronte al Consiglio per la Sicurezza delle Nazioni Unite, spiega: "È comunemente noto che la Palestina non sia altro che il Sud della Siria." Altri tempi, dirà qualcuno (sì, va bene, altri tempi, ma non ci avete sempre raccontato che i palestinesi vivono in Palestina da migliaia di anni? Che lì sono profondamente radicate la loro storia e la loro cultura? E che sono stati gli ebrei a sradicarli e a rubare loro la terra e lo stato? Mah). Bene, vediamo allora che cosa ci raccontano i nostri "palestinesi" in tempi più vicini a noi. Il 31 marzo 1977, il giornale olandese Trouw pubblica un'intervista con un membro del comitato direttivo dell'OLP, Zahir Muhsein. Ecco le sue dichiarazioni: "Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato Palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato d'Israele per l'unità araba. In realtà non c'è differenza fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi... Se il mondo avesse preso in considerazione più seriamente solo alcune delle affermazioni qui riportate credo molta gente sarebbe ancora viva... esperimento.ilcannocchiale.it, 22 Marzo 2004 lunedì, marzo 15, 2004 Se questo è un bambino...
Tragedia evitata a un checkpoint vicino Nablus: un disguido tecnico ha impedito al ragazzino di esplodere tra i militari
Una bomba nello zaino a 10 anni
"Volevano usarlo come kamikaze'
Nella sacca circa 10 Kg di esplosivo, chiodi, viti e un cellulare:
ha squillato durante l'ispezione ma senza attivare l'ordigno
Il bimbo di 10 anni fermato con esplosivo nello zaino
TEL AVIV - Forse è stato un disguido tecnico a impedire che un bambino di 12 anni fosse usato come bomba umana. Sembra essere questo lo scopo per cui un ragazzino palestinese, Abdallah Kurian, è stato inviato oggi a un checkpoint vicino Nablus (Cisgiordania) con uno zainetto carico di circa dieci chilogrammi di esplosivo, chiodi e viti (per aumentare l'effetto devastante dello scoppio): sarebbe dovuto saltare in aria tra i soldati israeliani se solo avesse funzionato il meccanismo di innesco della bomba, una telefonata a un cellulare che era all'interno dello zainetto accanto all'esplosivo. Ma un disguido, forse un guasto all'apparecchio telefonico, ha evitato la tragedia.
E' questa la ricostruzione fatta dalla televisione commerciale israeliana Canale 10 basandosi su fonti dei servizi di sicurezza israeliani. Secondo quanto riportato dall'emittente un gruppo paramilitare legato ad Al Fatah ha convinto stamane il ragazzo a trasportare lo zainetto attraverso un posto di blocco istituito dall'esercito israeliano a Hawara, alla periferia di Nablus.
La Repubblica, 15 Marzo 2004 Security sources: Tanzim intended to detonate explosives By Arnon Regular and Yuval Yoaz, Haaretz Correspondents The Tanzim militant group intended to detonate by remote control an explosive belt carried by a 10-year-old Palestinian boy, after he was caught Monday by Israel Defense Forces soldiers while trying to pass a Nablus checkpoint with bags containing the explosives, Israeli security sources believe. Ha'aretz giovedì, marzo 11, 2004 Di Segni, no a Passion. Non è questione di antisemitismo ... è una rappresentazione che ostacola il dialogo, evoca ostilità ROMA - Nell'istante della morte di Gesù «il velo del tempio si squarciò nel mezzo», racconta l'evangelista Luca, «in due, dall'alto in basso», precisa Marco, «da cima a fondo», dice Matteo, mentre Giovanni sorvola. Mel Gibson, già che c'è, spacca in due non il velo, ma l'intero tempio, trema la terra e si aprono le mura con i sacerdoti dentro. E quando finalmente s'accendono le luci, nell'ultima fila d?una saletta di proiezione in via Margutta, la prima reazione all'anteprima privata di The Passion è il silenzio. Non ha l'aria scandalizzata, il rabbino capo Riccardo Di Segni. Preoccupata, piuttosto: «Non è questione di antisemitismo, porrei il problema in altri termini: è una rappresentazione che ostacola il dialogo, evoca ostilità , ripropone l'accusa tradizionale di deicidio - il potere romano si astiene, la decisione è dei sacerdoti ebrei - e soprattutto la sua perpetuità . Quindi è una sfida alla Chiesa, alla nuova sensibilità nata dal Concilio Vaticano II. Vede, se fosse un atto di un singolo individuo potrebbe essere irrilevante, ma questo film sta diventando un fenomeno di massa. Per questo una reazione di silenzio della Chiesa, o di scarsa attenzione, rischia di essere controproducente...». La Chiesa, insomma, deve intervenire, «almeno prendere ufficialmente le distanze». In sala c'è pure il vicepresidente dell'Unione delle comunità ebraiche, Claudio Morpurgo, il portavoce della comunità romana Riccardo Pacifici. E il concetto ritorna: «Se si tratta di un'operazione culturale che ha obiettivi ben precisi, ci chiediamo che cosa potranno fare le alte gerarchie cattoliche, consapevoli di questo pericolo», scandisce Morpurgo. E Pacifici: «Noi non vogliamo entrare in una polemica innescata anche a fini economici, ma tendiamo una mano alla Chiesa: è la Chiesa che dovrebbe sentirsi coinvolta, è a lei che chiediamo di prendere posizione su un'opera che la mette in discussione. Possono condividere una simile rappresentazione della Passione, riconoscersi nel messaggio politico? La verità è che si sono compiuti dei passi importantissimi, il dialogo non è mai stato così buono come in questo periodo, la visita del Papa a Gerusalemme, alla sinagoga di Roma, l'invito rinnovato al Tempio... E ora arriva questo film, una specie di processo alla Chiesa postconciliare, alla Nostra Aetate che ha cancellato l'accusa di deicidio contro il popolo ebraico». Del resto, è la violenza che preoccupa, «tutto quel sangue, le torture: andrebbe vietato ai minori», dice Pacifici. Il rabbino Di Segni pensa «alla percosse, le frustrate, la sequenza interminabile della flagellazione. Non riesco a capire come la religiosità possa essere stimolata da uno spettacolo così truce», mormora. Eppure non tutti gli ebrei appaiono cattivi, e pure i romani sono assai malvagi, no? «L'essenziale è che si dà un'interpretazione precisa della vicenda: il potere romano diventa quasi ostaggio della cattiveria dei sacerdoti e del popolo». Non è in questione l'invito al Papa in Sinagoga, «figuriamoci, il film è un problema assolutamente distinto». Un problema della Chiesa: «Andrebbe fatta una riflessione sul tipo di religiosità che può nascere da un sentimento di ostilità e non di amore», conclude Di Segni. Ma cosa le ha dato fastidio, in particolare? «Le visioni dei bambini deformi, l'esaltazione dei difetti fisici come segno del demoniaco: un messaggio moralmente balordo». Gian Guido Vecchi Corriere della Sera, 11 Marzo 2004 mercoledì, marzo 10, 2004 Corte dell'Aja e diritti nascosti, ad esempio dei bambini... ... La Convenzione dei Diritti del Bambino afferma che "l'educazione del bambino deve essere rivolta [...] allo sviluppo del rispetto per i diritti umani e delle liberta' fondamentali [...] e delle culture diverse dalla sua", e che deve promuovere "una vita responsabile in una societa' libera, nello spirito della comprensione, della pace e della tolleranza [...] tra i popoli e i gruppi etnici, nazionali e religiosi". Il diritto del bambino palestinese a un'educazione che promuova tolleranza e rispetto e' violato nei mass-media palestinesi, nelle scuole, nei libri di testo, nei poster, nei campi estivi, tutti volti a incoraggiare sistematicamente il bambino palestinese non solo a odiare, ma anche a trasformarsi egli stesso in suicida... Israele.net, dal Jerusalem Post, 26 Febbraio 2004 martedì, marzo 09, 2004 Soros e Neocons: due speciali di radioradicale.it SOROS vs. NEOCONS. DUE VISIONI DELLA POLITICA AMERICANA Questi due speciali nascono dall'esigenza di approfondire, attraverso il contatto diretto con i documenti, la conoscenza di due importanti fenomeni della politica americana. Da una parte George Soros, finanziere e filantropo, divenuto famoso anche nel campo politico e sociale come fondatore dell'Open Society Institute, che mira, con il suo network di associazioni, a promuovere le società aperte influenzando le politiche dei governi e sostenendo l'educazione, la crescita dei media, la salute pubblica, i diritti delle donne, così come le riforme in campo sociale, legale ed economico. Contrario all'attuale dottrina di Bush della guerra preventiva, e al modo in cui il governo degli Stati Uniti ha deciso di intraprendere la lotta al terrorismo, Soros per il 2004 ha detto di avere un unico obiettivo: impedire la rielezione di George W. Bush alla Casa Bianca. Dalla parte opposta i neocons, quel gruppo di intellettuali, studiosi, giornalisti, politici che più di ogni altro sta influenzando le scelte di politica estera americana proprio nella direzione avversata da Soros. Due modi diversi di concepire il mondo e il ruolo dell'America nello scenario internazionale. Al centro dell'attenzione per entrambi la promozione della democrazia, ma come? I mezzi, le sensibilità , differiscono. Trasformazione e riforme dal basso, Società aperta, accordi multilaterali da una parte. "Esportazione della democrazia", regime change, guerra preventiva dall'altra. Un campo di possibile intersezione o scontro: la Community of Democracies. Acceso il dibattito anche tra i Radicali. Da una parte il segretario di Radicali italiani Daniele Capezzone, autore del libro "Uno shock radicale per il 21° secolo", guarda con attenzione alla galassia neocons, vede l'utilità di stabilire un dialogo, coglie le opportunità che il loro pensiero può rappresentare per la diffusione dei valori democratici nel mondo, ma anche i rischi del loro approccio. Dall'altra le ragioni e il "cuore" che i Radicali hanno in comune con Soros, la lunga strada percorsa insieme, le numerose campagne: l'antiproibizionismo, la Corte penale internazionale, la Community of democracies. Il dibattito è aperto. Sul Forum dei Radicali, due argomenti di discussione: su George Soros; sui neocons. RadioRadicale.it Le idee si 'formano' da piccoli pare... bene, mentre sono alla ricerca di come ciò possa accadere per mio figlio (8 anni), rintracciando alla fine i percorsi dell'unico metodo che personalmente conosco e stimo (lo scoutismo), ho trovato (meglio... ritrovato perchè ne avevo notizia) il seguente sito, dell'organizzazione Hashomer Hazair, che unisce tre filoni educativi e ideali: sionismo, socialismo, scoutismo. Hashomer Hatzair Italia Che cos'è l'Hashomer Hatzair? Hashomer Hatzair (la Giovane Guardia) nacque a Vienna nel 1913, quando furono fusi due gruppi sionistici: Hashomer (la Guardia), nato in Galizia, e che aveva le proprie radici nelle idee scoutistiche e sionistiche, e Ze'irei Zion (i Giovani di Sion), una giovane organizzazione altamente ideologica, che poneva in risalto il sionismo, la storia ebraica ed il pensiero socialista. La fusione portò alla nascita dell'Hashomer Hatzair, che incorporava gli ideali sionisti, socialisti e scoutisti, elaborando anche il concetto di indipendenza giovanile. Il concetto di educazione interna da parte di tutti coloro che aderiscono al Movimento è ancora presente all'interno dell'Hashomer Hatzair. Nel corso della seconda Guerra Mondiale, il capo del dipartimento di Varsavia dell'Hashomer Hatzair, Mordechai Anileviz, fu fondamentale nella guida della rivolta del Ghetto di Varsavia del 1943... Luigi P., su BlogTrotter, segnala anche un altro movimento 'pioneristico': Benè Akivà Il Bene' Akiva' e' un movimento giovanile ebraico fondato nel 1929 da uomini del partito operaio religioso ( Poel ha-Mi zirrachi ) in Israel Il nome, "Figli di Akivà " è in un certo senso il programma, l'aderenza ad uno spirito di osservanza delle rnizvot propria del grande maestro del Talmud anche se la stragrande maggioranza dei presupposti ideologici provengono dal pensiero di Rav Kook z.z.l., il primo Rabbino Capo di 'Erez Israel, uno dei più grandi filosofi ebrei contemporanei; il primo esponente di una nuova sensibilità che non faceva distinzione tra shomrè-mizvot e "laici" ma li vedeva entrambi uniti nella ricostruzione di Israel, materiale e spirituale nella certezza di un'era messianica non più così lontana, dopo la costituzione dello Stato di Israel nel 1948. Il movimento conta oggi circa 35000 membri, nella diaspora ed in Israel, in Italia è presente in 7 Comunità e conta 500 aderenti. E in campo palestinese? Sul blog Giovani Esploratori Comaschi trovate alcuni link... martedì, marzo 02, 2004 il processo A latere della breve disquisizione sulla figura di Cristo credo opportuno fornire qualche chiarimento in merito alla questione del "processo", che, oltre a costituire una delle cause prime della squallida persecuzione attuata verso gli ebrei, sembra rappresentare una graziosa ed incompetente giustificazione di un possibile evento di "giustizia" (la crocifissione) per i cristiani a venire. Vorrei evitare di trattare l'eventuale problema della "responsabilità " dell'esecuzione di Gesù, limitando l'indagine agli aspetti di incongruità che questo processo ha evidenziato nei racconti e nelle relazioni canoniche. A questo scopo mi permetto di fare seguire una serie di tabelle di comparazione delle sezioni dei vangeli che attengono all'argomento. I testi sono tratti da, The Trial of Jesus of Nazareth , Samuel Brandon, 1968, London , nella traduzione di Matilde Segre. L'ordine degli eventi , come noto, non è precisamente lo stesso nei quattro documenti, così come la loro descrizione, e , volutamente, mentre mi attengo alla sequenza di Marco ho cercato di adattare quanto contenuto negli altri tre vangeli. Il controllo della sequenza, peraltro critico solo in Giovanni, risulta agevole attenendosi alle numerazioni originali. Ad ogni tabella provvedo a premettere un breve commento/segnalazione al fine di porre in evidenza le discrepanze più significative. In calce alla sequenza di tabelle seguirà un'analisi riassuntiva del processo... Così Marco Capurro sul suo sito ricchissimo di documentazione e analisi sul tema Legno storto... ? ... Una legislazione di "legittima difesa", dunque, che non perseguiti ma separi (la formula, lo dicevamo, ripresa nel 1938 da Mussolini), una segregazione dai cittadini come quella praticata per gli stranieri ostili, perché, continua il Ballerini esponendo quello che era allora il pensiero cattolico preminente, approvato dalla Santa Sede stessa, "è questo ciò che, in guise più o meno perfette, si fece pel passato e questo è ciò che gli ebrei da cent'anni in qua si sono studiati di disfare. Ma questo è ciò che, tosto o tardi, per amore o per forza, si avrà da rifare. E forse gli ebrei medesimi saran costretti di supplicare che si rifaccia". E, qui, la Civiltà Cattolica si abbandona a una sorta di profezia che colpisce chi, come noi, sa quel che successe in effetti nel secolo successivo: "Perocchè, la strapotenza alla quale il diritto rivoluzionario li ha oggi sollevati, viene scavando loro sotto i piedi un abisso, pari nella profondità all'altezza cui sono assurti. Ed al primo scoppiare dei turbine che essi, con questa loro strapotenza, vengono provocando, traboccheranno in un tale precipizio che sarà senz'esempio nelle istorie loro, com'è senza esempio la moderna audacia colla quale conculcano le nazioni che follemente li hanno esaltati"... Tanto si legge a proposito di Cattolici ed Ebrei: le ragioni di una ostilità storica al sito legno storto, che scomoda pure Kant per dire che "Da un legno storto come quello di cui è fatto l' uomo, non si può costruire niente di perfettamente dritto (Kant) 2 marzo 2004" Personalmente, preferisco una bellissima definizione letta di recente: "La vita? E' la capacità di riprodursi in modo imperfetto" ! lunedì, marzo 01, 2004 Maged David Adom Scrive Deborah su BlogTrotter La Croce Rossa Internazionale è un'organizzazione di coraggiosi volontari che portano aiuto in tutto il mondo, senza distinzione di razza e di religione. E' un'organizzazione la cui missione è il bene dell'umanità . I suoi simboli sono la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa e una macchiaccia nera che si porta dietro da piu' di mezzo secolo!
Quale sarebbe la macchia nera?
La Stella di Davide Rossa, il famoso Maghen David Adom, è escluso dall'organizzazione, anzi non escluso: rifiutato, respinto con rabbia, con odio, con disprezzo. Questa è la macchia nera della Croce Rossa e questo è uno scandalo, sconosciuto a tanti e indifferente ai più, che ha inizio nel 1949.
Israele non è mai stato ammesso come membro del Comitato Internazionale della Croce Rossa che accoglie altre 176 nazioni, tutte evidentemente più meritevoli di riconoscimento, nonostante sraele vada a salvare la gente in giro per il mondo, nonostante mandi nei paesi dove avvengono terremoti e altre disgrazie i suoi modernissimi ospedali da campo e personale altamente specializzato. Dove c'è una calamità là vediamo i cani e i loro conduttori, che portano sulla schiena la stella rossa del MDA, aggirarsi tra le rovine nel tentativo di salvare vite umane.
Da 55 anni Israele è umiliato da un rifiuto, da 55 anni al suo simbolo viene negato il diritto di apparire nel logo della CRI e nel 2000 l'ex capo dell'organizzazione, Cornelio Sommaruga ha espresso i sentimenti generali di odio esclamando senza vergogna: "se accettassimo la Stella di David potremmo accettare anche la svastica".
Nessuno ha chiesto le dimissioni di Sommaruga.
Oggi i toni sono meno estremisti, ma il niet del mondo islamico è irrevocabile e dopo 55 anni di coraggioso lavoro in assoluta solitudine il MDA continua a subire questo tipo di trattamento, colpevole di appartenere allo stato paria, Israele.
www.magendavidadom.org |
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